IL VERO STANDARD DEL BOVARO DEL BERNESE

( TRATTO DA " TI PRESENTO IL CANE di Valeria Rossi )

ASPETTO GENERALE: cane a pelo lungo, tricolore, di taglia medio-grande, robusto ed agile, con arti vigorosi, armonico e ben proporzionato.
Nooooo! NON è un San Bernardo, come in: “Che bello, un San Bernardo!” (classico e scontato), ma anche in: “Che bel cagnone, di che razza è?”
“E’ un bovaro del Bernese, una razza svizzera…”
“Ahhhhh, sì!!! Un San Bernardo!”.
Ora… primo: non è che basti essere svizzeri per essere automaticamente San Bernardo. Secondo voi, tutte le ragazze svizzere sono Michelle Hunziker?
Secondo:  se uno ti dice nome e cognome della razza… credici, no? Lo saprà pure, ‘sto poveraccio, cos’è che porta al guinzaglio!
Invece no: il Bovaro del Bernese è sempre e solo un San Bernardo, anche se gli metti il cartellino col nome appeso al collo. Pensano che sia un San Bernardo il cui umano gli ha dato lo spiritoso nome di “Bovarodelbernese”: un po’ come quel tizio che ha chiamato il suo cane “Comesichiama” per poter rispondere alla domanda “Bello, come si chiama?” con la battutona “Comesichiama!” (tipo “chi gioca in prima base?”. Giuro che è vero, o per lo meno è vero che l’ho letto. Qui c’è la fonte).
L’unica occasione in cui i cinofili stradali sembrano ricordarsi che esiste il Bernese è quando incontrano (raramente) un Grande Bovaro Svizzero o un Bovaro dell’Appenzel (per entrambi “Ma guarda, un Bernese a pelo corto!”) o – ancor più raramente, in sporadiche esposizioni speciali  – un Bovaro dell’Entlebuch  (“Ohhh, che carino, un Bernese nano!”).

PROPORZIONI IMPORTANTI: secondo lo Standard, il rapporto tra altezza al garrese e lunghezza del corpo dev’essere di  9:10, quindi il cane è  “piuttosto compatto che lungo”.
Secondo chi vive con un Bernese, il cane è altissimo, lunghissimo e purissimo.
Levissimo mai, tantomeno quando si si spalma in braccio o ti cammina sui piedi (cioè sempre).

CARATTERE ED ATTITUDINI: dice lo Standard: “all’origine cane da guardia, traino e conduzione di bestiame nelle fattorie del Cantone di Berna, oggi anche cane di utilità polivalente e cane da famiglia”.
Mo’, sul cane da famiglia siamo perfettamente d’accordo.
Ogni altra forma di  utilità, sinceramente, ci sfugge.
Per questo la domanda più infingarda che si possa fare a un proprietario di Bernese è: “Bello, ma a cosa serve?”
Perché in realtà non serve a un beatissimo tubo, se non a renderti felice.
E non sarebbe cosa da poco…se non fosse che la gente normale non ti capisce.
Se gli dai quella risposta lì, ti guardano strano e obiettano: “Ma per quello non bastava un batuffolino da compagnia ? Perché ti sei messo in casa 80 kg di cane?” (mica vero, eh: il peso di un Bernese maschio arriva al massimo intorno ai 57-58 kg. Ma per il cinofilo stradale son sempre 80 o 90).
La risposta è di tale difficoltà che il malcapitato comincia a sciorinare lo Standard alla voce “carattere”: “Be’, ma questo è un cane equilibrato, attento, vigile e senza paura nelle situazioni quotidiane, buono ed affettuoso con le persone familiari, sicuro di sé e pacifico con gli estranei…di temperamento medio…docile…” e man mano che va avanti la voce gli si affievolisce, perché si rende conto che le stesse identiche cose si potrebbero dire di un barbone medio.
Allora, in un sussulto di orgoglio, rialza la voce e spiega: “Ma lo sai che l’FCI ha catalogato i Bovari Svizzeri in una sezione speciale, riservata solo a loro? Non sono mescolati con gli altri cani da utilità, che sono tutti troppo specializzati: perché questi sono polivalenti. Possono fare di tutto!”.
E se il cinofilo stradale non ne ha mai conosciuto uno, fa “ah, ecco!”, prende per buono e se ne va.
Il cinofilo “vero”, invece, quello che un po’ i cani li conosce, rischia di chiederti (specie se è un sadico bastardo): “Ah, sì? PER ESEMPIO?”
E lì sei finito.

Perché la guardia…be’, BAU (a volte)  lo fa, questo sì (ma anche il barboncino).
Ma… mordere qualcuno?  No, dai, per favore: con quella faccia lì e quegli occhi lì? Basta guardarlo in faccia per capire che patatone che è. Forse può arrivare a morderti se fai qualcosa di drammatico al cento per cento, tipo, che so, strappargli via dalle zampe il bambino di casa che lui sta coccolando: ma solo perché entri in casa sua? Naaaahh.
La difesa…embe’,  più o meno vedi sopra.
Lo sport e le applicazioni utilitaristiche? E’ troppo pesante per le discipline schizzatissime, troppo patatone per UD e affini, un po’ troppo lento nei movimenti per l’Obedience (anche se qualcuno ci prova), troppo grosso per tutte le discipline che comportino spostamenti in elicottero e simili (se entra lui, esce il pilota). Saprebbe fare benissimo il bovaro, questo sì, visto che lo è: ma ci vorrebbe una mandria di mucche in giardino, che non è proprio cosa da tutti. Va bene anche per trainare i carretti con i bidoni del latte, cosa che fa sempre in Svizzera:  ma solo nelle feste folcroristiche, visto che i bidoni di latte ormai viaggiano sui TIR.
Insomma, sta di fatto che i Bovari svizzeri stanno sì, in una sezione staccata rispetto agli altri molossoidi: ma la frase chiave non è “sezione 3.
La frase chiave è:  “senza prova di lavoro”.  Chiediamoci come mai (però non diciamolo a nessuno, tanto nessun cinofilo stradale sa cosa vuol dire).

La nuda e cruda verità è che un Bernese  “serve” soprattutto a dare e prendere coccole.
In questo è bravissimo, forse anche più del barboncino. Però suonerebbe effettivamente strano che qualcuno voglia 60 kg di cane da compagnia…se non fosse per un’altra cosetta, che lui ha e gli altri no.
E’ che ogni volta che lo guardi, anche se stai in centro a Milano, tu ti vedi una specie di ologramma con un meraviglioso paesaggio, tante montagne col cucuzzolo bianco, tanti prati e tanti fiori meravigliosi: e ti senti come se stessi davvero lì, in mezzo a una natura non inquinata e non  contaminata, in pace con te stesso e con il mondo.
Questa cosa ti fa stare da dio, ed è il motivo principale per cui sei felice di avere un Bernese: ma come fai a spiegare gli ologrammi a uno che confonde un Bovaro con un San Bernardo?
(Scherzi  a parte: il Bernese è uno spettacolare cane da pet therapy, perché ha il carattere ideale. Ed è molto bravo anche nel soccorso nautico, anche se gli viene sempre preferito il Terranova solo perché  è più  “specializzato” in questo tipo di soccorso. La fregatura di essere “polivalenti” è che ti passano sempre davanti i “monovalenti”).

TESTA: robusta. La grandezza è in armonia con la figura, non troppo massiccia.
Vabbe’, bisogna vedere cosa si intende per “massiccia”, eh. Perché il Bernese ha una capoccia tanta.
Anche tanto bella, tanto patatosa, tanto coccolosa: ma decisamente TANTA. Quando te la appoggia delicatamente sulla gamba, guardandoti di sotto in su con occhi che definirli “umani” sarebbe un’offesa grave, perché nessun umano al mondo ha uno sguardo così dolce, l’effetto idilliaco è un filino rovinato dal fatto che in venti secondi netti ti si paralizza la gamba.
Quando ti si struscia contro con la testolina tipo gattino, ti capotta. Quando si appoggia alla portiera della macchina, ci fa un borlo.
Però, secondo lui, sta facendo piano, pianissimo. Ci sta anche attento, a non demolire niente. Purtroppo la capoccia è di tali dimensioni che non sempre la cosa gli riesce.
Quello che gli riesce splendidamente è lavarti tutta la faccia (fronte retro, come le fotocopiatrici, con uno SLAP singolo), guardarti con gli occhioni da Bambi, commuoverti con un solo sguardo dopo che ti ha distrutto il vaso di cristallo, dono di nozze della zia che ogni volta che viene a trovarti ti dice minacciosa: “Non è che il tuo MOSTRO prima o poi lo faccia cadere e lo rompa?”, e tu rispondi immancabilmente: “Ma no, è buonissimo, tranquillissimo, attentissimo a come si muove”.
La stessa cosa la zia te la chiede quando vede tuo figlio abbracciato al Bernese: ma quello non lo rompe mai, e per giustificare  la scomparsa del vaso ci sono innumerevoli scuse da trovare.
Sta di fatto che il Bernese è uno dei pochi cani che funzionano al contrario. Con gli altri cani, quando rompi qualcosa tu, dai la colpa a loro; se LUI rompe qualcosa, ti autoaccusi tu  perché non vorresti mai che qualcuno lo sgridasse, povero amore  (ovviamente il cane lo sa e ci marcia spudoratamente: perché è buono, sì. Ma mica scemo).

OCCHI: marrone scuro, a mandorla, da spudorato ruffiano. Ti guarda come se pensasse “dio come ti amo, sei l’unico amore della mia vita, non c’è nessuno al mondo come te”, anche quando in realtà sta pensando “quando si mangia?”.
In realtà non è un cane fissato col cibo, anzi è piuttosto parco, non abbuffone (cuccioli esclusi) e anche un filino schizzinoso.
Gli occhi dei cuccioli sono irresistibili, da “ne-voglio-assolutamente-uno-SUBITO”.  In realtà tutto il cucciolo nell’insieme è irresistibile.

Poi uno dice: “Eh, la gente guarda solo il pelo, insomma, anche gli altri Bovari svizzeri sono cani meravigliosi, chissà perché vogliono tutti e solo il Bernese”.
Fate un po’ voi.
A sinistra, cucciolata di Bernesi: a destra, cucciolata di Grande Bovaro svizzero. Amori di zia, sono tenerissimi pure loro, eh: però sembrano Pluto. E tu vai a spiegare al signore-che-vuole-un-cucciolo che alla fine avrebbe in casa lo stesso cane o quasi, lo stesso carattere, le stesse qualità. Quello magari ci crederebbe pure, ma il fatto è che non sente una parola, innamorato perso degli meravigliosi orsacchiotti che non ti guardano MAI con l’aria da poverocuccioloabbandonato, ma piuttosto con l’aria di: “E tu chi minchia sei?” (cit. da Aldo Giovanni e Giacomo). Il cucciolo di Bernese è spudorato, sfrontato, perfino impertinente: l’aria da dolce patatone, strano ma vero, ce l’hanno MOLTO di più gli adulti.
Il fatto è che sono talmente belli che ti innamori lo stesso, anche quando ti guardano dall’alto in basso e/o ti considerano un divertente giocattolo usa-e-getta.
Entrare in un allevamento di Bernesi e uscirne senza cucciolo in braccio è un’impresa titanica, che riesce a pochi eroi al mondo: siete avvisati.

LINGUA: fuori. Praticamente sempre. Grosso e nero e peloso com’è, il Bernese soffre moltissimo il caldo: e non è che proprio “sbavi”, escluse rare occasioni. Però sgocciola.
Date le dimensioni, lo sgocciolamento è paragonabile ad una piccola cascata delle Marmore casalinga.

ORECCHIE: di media grandezza, attaccate alte, di forma triangolare e sempre pronte a raccattare qualsiasi porcheria decida di infilarcisi dentro, forasacchi in testa, ma non solo. Quando il cane, correndo felice e bucolico nei prati, si è infilato una porcheria in un orecchio, fortunatamente non puoi non accorgertene perché comincia a scrollare il capoccione con effetto terremoto.
Allora correrai dal veterinario, che dopo aver risolto il problema ti prescriverà le gocce da mettere nell’orecchio nei giorni successivi, cosicché il cane potrà scrollare il capoccione spargendo liquido per i due chilometri circostanti, con effetto tsunami.

TRONCO: tendente all’infinito, ma con una grande fortuna: il cane adulto solitamente tende a mantenerlo svaccato per terra, con le zampe anteriori incrociate in perfetto stile “rilassiamoci un po’”.
Da cosa si rilassa, non è dato di saperlo, visto che non fa un cazzo tutto il giorno: però, quando si rilassa, ha l’aria molto aristocratica.
Il cucciolo e il cucciolone, al contrario, NON si rilassano mai.
Hanno due posizioni: ON e OFF. Quando sono in posizione ON saltano, corrono, ti fanno le feste (e il cucciolo ancora no, ma il cucciolone già ti stende), vogliono giocare, fare il tiramolla, fare casino.
Poi, di colpo, l’interruttore scatta in OFF: e allora si schiantano al suolo. Secchi, morti, schiattati… fino al prossimo scatto dell’interruttore. Se la vita con un Bernese adulto è serena e rilassante, quella con un cucciolo – ma soprattutto come un cucciolone – è schizofrenica. Alterni momenti in cui ti sembra di non avere nessun cane ad altri in cui ti sembra di averne dodici.
Però il tutto è anche molto divertente: specie perché dura solo pochi mesi, che maledici caldamente mentre li stai vivendo e che rimpiangi, ridendo fino alle lacrime ai vari ricordi, per i dieci anni successivi.

ARTI: con ossatura robusta, diritti e paralleli, sembra che abbiano l’avvertenza “usare con moderazione, specie quando fa caldo”: infatti il Bernese, normalmente, trotterella un po’ , annusa qua e là e poi si svacca. A meno che non abbia visto qualcosa di interessante (e possibilmente proibito), nel qual caso diventa una sorta di ghepardo che fila a centoventi all’ora e non si ferma MAI (vi ho già detto che il Bernese è docile e obbedientissimo, ma solo quando pare a lui? Be’, ve lo dico adesso).

NOTA seria: il Bovaro del Bernese, come molti molossoidi (diciamo pure tutti, va’…) è ad alto rischio di displasia dell’anca e del gomito. E’ assolutamente fondamentale acquistare sempre e solo cuccioli i cui genitori, nonni e bisnonni – e più indietro si va, meglio è – siano stati testati e siano risultati esenti.
Anche articolazioni, legamenti e affini sono particolarmente delicati nei cagnoni: un buon modo per far sì che non si “disfino” ad ogni pie’ sospinto è cercare di limitare al massimo l’esercizio fisico di cuccioli e cuccioloni, evitando ogni occasione di traumi. Questo non significa che bisogna tenerli tipo cane imbalsamato, ma che bisogna stare attenti, sorvegliarli sempre e bloccarli quando si vede che esagerano.
Da adulti, invece, possono fare quasi tutto quello che gli pare (tanto gli parrà soprattutto di stare svaccati nell’erba a zampe incrociate).

CODA: ben fornita di pelo, lunga almeno fino ai garretti, in riposo pendente, in movimento ondeggia, portata all’altezza della linea dorsale o leggermente al di sopra.
Commento allo Standard: col cavolo che ondeggia soltanto in movimento! Ondeggia anche – e devasta – quando il cane è contento, quando stai preparandogli la pappa, quando spera che gli prepari la pappa, quando vuole che lo porti fuori eccetera eccetera eccetera.

ANDATURA: secondo lo Standard, “movimento coprente molto terreno, agile e regolare a qualsiasi andatura; passo in avanti sciolto e ampio con buona spinta del posteriore, al trotto, visti sia da davanti sia da dietro, gli arti devono essere condotti diritti”.
In pratica il Bernese caracolla  come un giocoso orsacchiotto, sculettando contemporaneamente come un’adolescente arrapata.
Fondamentale insegnargli ad andare correttamente al guinzaglio, altrimenti rischi di fare sci da asfalto per strada e soprattutto sci da ring in expo, il che è divertentissimo per chi sta a vedere, un po’ meno per chi sta lì a farsi trainare.
Riguardarsi le foto del carretto del latte per capire che al Bernese PIACE moltissimo trainare qualcosa. E se non c’è il carretto, si accontenta anche di te.

MANTELLO: pelo lungo, brillante, liscio o leggermente ondulato. Sottopelo che vien via a carrettate (tanto il carretto ce l’hai in giardino, vero?), ma solo nel periodo della muta. Per tutto il resto dell’anno te la cavi con un sacco della spazzatura (condominiale) da riempire ogni giorno.

COLORE: il Bernese è sempre e solo tricolore. Fondo nero intenso, focature marrone-rosso su guance, occhi, zampe e petto, disegni bianchi sulla testa, sul naso, sulla gola e sul petto.
Avete mai visto un San Bernardo tricolore? NO!
Perché non esiste.
E invece, per il cinofilo stradale, esiste eccome: ce l’ha suocuggino, che l’ha comprato in Svizzera e mangia dieci chili di carne al giorno (il cane, non il cugino).
Ovviamente il cane del cugino è un Bovaro del Bernese, ma tu vai a farglielo capire.

P. S.: il Bernese NON mangia dieci chili di carne al giorno, così come NON pesa 80 kg. e non è alto un metro e venti.
Ma se lo dici al cinofilo stradale, lui ti guarda con compassione e decreta  “si vede che non hai mai visto quello di miocuggino”.